DEVOTA. Arte e Sacro, Territorio e Comunità – Prorogata fino al 1° novembre

Territorio e Comunità

DEVOTA

Arte e sacro, territorio e comunità

La mostra diffusa, a cura di Chiara Gatti e nata da un’idea di Velasco Vitali, è prorogata fino al 1° novembre 2026. Ad accompagnarla, nei prossimi mesi, un programma di visite guidate, proiezioni e incontri.

 

BAC Bellano Arte Cultura annuncia la proroga fino al 1° novembre 2026 di DEVOTA. Arte e sacro, territorio e comunità, la mostra diffusa a cura di Chiara Gatti, nata da un’idea di Velasco Vitali.

Inserita nel programma annuale Essere uno con il tutto, DEVOTA si sviluppa attraverso sette luoghi simbolici del territorio: San Nicolao Arte Contemporanea, il Museo Giancarlo Vitali, la Chiesa di Santa Marta, la Chiesa dei Santi Nazaro e Celso, la Chiesa di San Rocco, la Chiesa di Sant’Andrea a Bonzeno e il Santuario della Madonna delle Lacrime a Lezzeno.

 

Il percorso attraversa chiese, oratori e pievi, dal centro di Bellano al paesaggio circostante, fino al Sentiero del Viandante. Le opere contemporanee entrano in relazione con gli spazi sacri e con il patrimonio storico, architettonico e paesaggistico, componendo un itinerario dedicato alle diverse forme della devozione e del sacro.

 

Ideale punto di partenza della mostra è Concetto spaziale, Natura di Lucio Fontana, realizzata nel 1967. Incentrata sulla forma simbolica dell’uovo, tradizionalmente associata alla nascita, alla rigenerazione e alla devozione mariana, l’opera offre una possibile chiave di lettura dell’intero percorso espositivo.

 

Il lavoro di Fontana è posto in dialogo con le opere di Alessandro Biggio, Gregorio Botta, Giammarco Cugusi, Cinzia Fiorese, Chiara Lecca, Mirco Marchelli, Daniela Novello, Matteo Pizzolante e Paolo Ventura.

 

Visite guidate e passeggiate d’arte

La proroga sarà accompagnata da un calendario di iniziative pensate per approfondire i temi della mostra e offrire al pubblico nuove occasioni di conoscenza del patrimonio culturale e paesaggistico di Bellano.

Proseguono le visite guidate e le passeggiate d’arte che accompagnano il pubblico in un percorso immersivo alla scoperta della mostra DEVOTA. Arte e sacro. Territorio e comunità, attraversando i luoghi simbolo grazie alla conduzione di Chiara Gatti insieme ai Custodi del Patrimonio di Bellano.

 

Le prossime visite sono in programma:

sabato 5 settembre, ore 10.30

San Nicolao Arte Contemporanea, Museo Giancarlo Vitali, Chiesa di Santa Marta, Chiesa dei Santi Nazaro e Celso, Chiesa di San Rocco e Santuario della Madonna delle Lacrime a Lezzeno.

L’itinerario è di 1,9 km con dislivello 167 m

 

sabato 24 ottobre, ore 15.00

San Nicolao Arte Contemporanea, Museo Giancarlo Vitali, Chiesa di Santa Marta,la Chiesa dei Santi Nazaro e Celso, Chiesa di San Rocco, Chiesa di Sant’Andrea a Bonzeno.

L’itinerario è di 1,1 km, con 94 m di dislivello

 

La partecipazione alle visite guidate è su prenotazione, scrivendo a: custodipatrimoniobellano@gmail.com

Il biglietto è di 6 euro ed è gratuito per i residenti.

 

Lucio Fontana al Cinema di Bellano

Venerdì 11 settembre alle ore 21 con ingresso gratuito, il Cinema di Bellano ospiterà la proiezione del documentario Lucio Fontana. The Final Cut, dedicato alla figura dell’artista la cui opera costituisce il punto di avvio del percorso espositivo.

 

CONTATTI STAMPA

PCM Studio di Paola C. Manfredi

Via Carlo Farini, 71 – 20159 Milano

Francesca Ceriani | francesca@paolamanfredi.com| T. + 39 340 9182004

 

CENNI BIOGRAFICI

Alessandro Biggio (1974), vive e lavora tra Cagliari e Calasetta. Nella sua pratica, fortemente radicata nei luoghi in cui lavora, riveste un ruolo fondamentale la sperimentazione con diversi materiali sia naturali che artificiali, in particolare la cenere, l’argilla, il poliuretano. Le sculture, i disegni e le installazioni, sono l’esito di lunghi processi nei quali forma e disfacimento coesistono in un delicato equilibrio. Tra le principali mostre si segnalano: 2025, The ground begins to breathe, the water begins to mold, Limonaia di Villa Griccioli, Siena, a cura di Giacomo Pigliapoco e Galleria FuoriCampo; Studio per un ritratto, Monte Verità, Ascona (CH), a cura di Nicoletta Mongini; 2024, Filira, MAN, Nuoro, a cura di Chiara Gatti; Biennale Gherdeina 9, a cura di Lorenzo Giusti e Marta Papini; 2023, Schiume, Fondazione di Sardegna, Cagliari; 2022, Appunti per una archeologia del futuro, Fondazione La Quadriennale di Roma, Palazzo Braschi, Roma, a cura di Alessandra Troncone; 2021, Nulla è perduto, GAMeC, Bergamo, a cura di Anna Daneri e Lorenzo Giusti; 3,5 milioni di anni, Cler, Milano; 2019, Time Signatures, Galerie Stadtpark, Krems, a cura di David Komary; 2018, Sénne, Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Cagliari, a cura di Paola Mura; 2013, Braccia #2, Museo Marino Marini, Firenze; Braccia #1, Museo MAN, Nuoro. Nel 2020 tra gli assegnatari del Pollock-Krasner Foundation Grant (NY). Nel 2017 artist in residence presso AIR-Krems (AT).

 

Gregorio Botta (1953) è napoletano di nascita ma romano d’adozione. si trasferisce a Roma con la famiglia negli anni sessanta, per poi iscriversi nel 1980 all’Accademia di Belle Arti della capitale, dove si diploma nel 1984. Le prime esperienze espositive a Roma includono la partecipazione a rassegne presso la galleria Rondanini e le mostre personali alla galleria Il Segno. la sua ricerca si distingue per l’uso di materiali poveri e antichi come cera, piombo, ferro e vetro, con i quali crea opere che giocano sul concetto di “togliere”, cercando l’essenza minima e pura delle cose. i suoi lavori sono caratterizzati da dettagli minuti che riflettono un’idea di verità, spesso evocata attraverso forme archetipiche come il cerchio, il calice o il quadrato. Elementi ricorrenti della sua poetica sono il movimento, la trasparenza e l’impermanenza. l’acqua è spesso utilizzata come simbolo del flusso della realtà, che esplora al contempo il tema del tempo e della vita.

Nel corso degli anni, ha realizzato opere permanenti in luoghi pubblici, come l’installazione alla Stazione metropolitana di piazza Vanvitelli a Napoli (2005) e quella alla Certosa di Padula in Campania. Sue opere sono presenti nelle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, del Maxxi di Roma, del Madre di Napoli, del Mart di Rovereto e del MAN di Nuoro.

 

Giammarco Cugusi (Bergamo, 1991) vive e lavora a Milano. Si è laureato in Arti Visive e dello spettacolo presso l’Università IUAV di Venezia e ha conseguito un Master of Fine Arts al Kask & Konservatorium di Gand (Belgio). È stato cofondatore e membro di XRIVISTA, rivista di arte contemporanea, e di 27metricubi, spazio nomade dedicato a giovani artisti. I suoi progetti personali e collettivi sono stati presentati presso la Fondazione Bevilacqua La Masa e Spazio Punch a Venezia, Mediterranea 17 a Milano, Manifesta 12 Collateral Events a Palermo, Central Saint Martins a Londra, MACRO Museo di Roma e all’interno del programma biennale Pensare come una montagna di GAMeC e ARTDATE festival a Bergamo, tra gli altri.

 

Cinzia Fiorese (Bassano del Grappa, 1974) conseguito il diploma da Stilista nel 1993, ottiene nel 1997 la borsa di studio Erasmus e frequenta la University of Fine Arts di Cardiff. Allieva di Riccardo Guarnieri e di Ennio Finzi, nel 2001 si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 2001 espone in diverse mostre in Italia e all’estero. Da segnalare nel 2023 Lo spazio d’oro al MAN Museo d’Arte di Nuoro accanto a Giotto e Fontana. Vive e lavora a Rosà in provincia di Vicenza. La sua pittura esplora gli spazi della prospettiva prerinascimentale con composizioni geometriche e proporzioni auree spesso ispirate alle annunciazioni dei maestri antichi. Anche la tecnica riprende la pittura trecentesca con velature a tempera e foglia d’oro su tavola, con tempi di esecuzione che arrivano a richiedere fino a quattro mesi per una singola opera.

 

Chiara Lecca nasce a Modigliana (Forlì – Cesena), dove vive e lavora a stretto contatto con la natura. Nel 2005 si diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, il suo lavoro è principalmente installativo e scultoreo con incursioni nella fotografia e nella video arte. Focalizza la sua ricerca sulla relazione tra uomo e natura per farne emergere la frattura operata dalla società contemporanea. L’elemento animale, in particolare, diventa materia per un processo di alterazione semiotica all’interno del contesto sociale. Sue mostre personali si sono tenute in diversi musei pubblici e privati tra cui, nel 2025 agli Appartamenti Segreti di Palazzo Doria Pamphilj di Roma e nel 2024 alla Casa Museo Bagatti Valsecchi di Milano. Nel 2017 espone alle Collezioni Comunali D’Arte di Palazzo d’Accursio, Bologna per Art City Polis e nello stesso anno al Museo Carlo Zauli di Faenza, nel 2016 una sua personale si è tenuta alla Fondazione Ghisla Art Collection di Locarno in Svizzera e nel 2015 al Naturkundemuseum “Ottoneum” di Kassel in Germania, nel 2010 è presente al MAR Museo d’Arte della Città di Ravenna.

Nel 2019 partecipa alla project room MACRO Asilo del Museo MACRO di Roma e nel 2016 espone a Palazzo Reale di Milano con l’opera Dark Still Life come finalista al XVII Premio Cairo.

La sua ricerca è stata presentata in varie istituzioni italiane ed europee tra cui l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid nel 2018 e la contea di Kassel in occasione dell’European Art Camp EUARCA 2012.

 

Mirco Marchelli è nato a Novi Ligure nel 1963. Vive e lavora a Ovada, in provincia di Alessandria. Artista dalle capacità poliedriche, Marchelli dalla metà degli anni Novanta sviluppa, in continuità con la sua ricerca musicale, le prime opere nel campo delle arti visive.

Le chiavi interpretative del suo lavoro sono la memoria e il fascino che si sprigiona da oggetti di uso comune; aste di bandiere, sgabelli, piccoli mobili, pezzi di legno o di tessuto, libri, quaderni contabili, registri, scatole e fotografie sono rivestiti da uno strato di cera che le eterna e trasfigura. Marchelli ridà vita e significato a questi materiali, mettendo a frutto le loro risonanze e le storie di cui sono espressione per raccontare qualcosa di nuovo; non si limita ed evocare ricordi, ma suscita suggestioni che ripiegano in un vagheggiamento del passato.

 

Daniela Novello nasce nel 1978 a Milano dove vive e lavora. Diplomata in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, prosegue la propria ricerca artistica dedicandosi alla scultura; come materiali predilige il marmo e il piombo. La prima mostra personale, nel 2009, è Tracce urbane a cura di A. Madesani alla Galleria Quintocortile, a cui seguono, nel 2010, L’altro mercato presso lo Studio Vanna Casati e Frammenti silenziosi alla Galleria Spaziotemporaneo e, nel 2013, Agganci di fase presso l’Associazione culturale Monteggiori Arte, Camere comunicanti alla Galleria Gli Eroici Furori e Il giorno imperfetto nella Torre Viscontea di Lecco, a cura di M. Tavola. Convivio e Il giorno imperfetto sono le due personali del 2015 presso Spazio Aperto San Fedele e La casa della Memoria, rispettivamente a cura di C. Gatti e M. Tavola. Del 2019 e 2020 sono i progetti Tell me the story nella galleria Martina Artecontemporanea e Sia Luce, a cura di I. Finiguerra presso il Duomo di Biella. Nel 2011 è invitata alla Biennale di Venezia nella sezione “L’Arte non è cosa nostra”. Vince, per due anni consecutivi nel 2008 e nel 2009, il Premio Arti Visive San Fedele; nello stesso anno riceve il premio acquisizione alla Biennalegiovani.monza.09.; del 2019 è il Premio della Biennale di Bozzolo. Tra il 2020 e il 2024 partecipa a mostre collettive tra cui Diorama_Generation earth al MAN di Nuoro, a cura di c. Gatti, Dove abita l’uomo, a cura di G. Gardini a Faenza, Erranti. L’arte Oltre Il Limite Del Visibile, a cura di F. Alfano Miglietti, Quattro gallerie per un secolo d’arte, a cura di C. Spadoni, Natura morta a cura di S. Bartolena e A. Fettolini. Tra il 2018 e il 2020 espone nel progetto triennale di ERO-TIC, a cura di A. Cassano e nella mostra itinerante Il profumo del pane a cura di G. Gardini. È docente di Scultura all’Accademia di belle Arti di Torino e Tecniche del marmo a Brera.

 

Matteo Pizzolante (Tricase (LE), 1989). Si laurea in Ingegneria dell’Edilizia nel 2012, e successivamente si iscrive al Biennio di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, completa gli studi in Germania presso l’Hochschule für Bilden de Künste di Dresda. Tra le ultimi partecipazioni le mostre collettive: Imaginarium, la nuova fotografia nell’era digitale e dell’intelligenza Artificiale a cura di Marco Pietracupa, Stadtgalerie Brixen, 2025; Farewell to the Stage – Tools for reassembly a cura di Arnold Braho presso la Galleria Artopia di Milano, 2024; Questo (non) è un museo a cura di Ramdom, Kora – Centro del Contemporaneo (LE), 2023; Leggere gravità – Nucrè, II Edizione, a cura di Arechi Invernizzi, Trullo Rubina, Ceglie Messapica (LE), 2023; Chì ghe pù Nissun! presso Fondazione Elpis, Milano in collaborazione con Ramdom, 2023. Le ultime mostre personali più rilevanti sono: Prove di Presenza a cura di Romana Stehling, C/Off Space, Monaco di Baviera, 2026; Sapeva le forme delle nubi presso Kora, Centro del Contemporaneo (LE), 2023; La linea che ci divide dal domani, a cura di Atto Belloli Ardessi, presso FuturDome, Milano, 2022. Nel 2024 è finalista del premio FBZ art award 2024, presso Forschungs- und Behandlungszentrum für psychische Gesundheit in Bochum, e del 23° Premio Cairo. Nello stesso anno è vincitore del progetto di residenza promosso da Heimann Stiftung a Wieslok. Nel 2019 è vincitore del premio Jaguart Milano, indetto da Artissima e del Premio Internazionale Vanni Autofocus10. Ha partecipato al progetto Q-Rated, Ricerche sensibili, e Panorama entrambi promossi da La Quadriennale, Roma.

 

Paolo Ventura (Milano, 1968), vive e lavora a Milano. Ventura è un fotografo che utilizza processi ibridi per creare opere al limite tra fotografia e pittura. Ha esposto presso importanti realtà museali quali Mart, Museo di arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto; il Museum of Fine Arts di Boston; la Library of Congress di Washington; il MACRO Museo d’Arte Contemporanea a Roma; Maison Européenne de la Photographie di Parigi e ai Rencontres de la Photographie, Arles. Nel 2012 ha partecipato al Padiglione italiano durante la 54° Biennale d’Arte di Venezia. Nel 2020 ha inaugurato Carousel, una retrospettiva sugli ultimi 15 anni di lavoro presso CAMERA, Torino. Ha pubblicato diversi libri, nel 2021 Autobiografia di un impostore per l’editore Johan & Levi.

INFORMAZIONI AL PUBBLICO

www.bacbellano.eu

Museo Giancarlo Vitali

Bellano, Palazzo Lorla, Via Alessandro Manzoni, 50

San Nicolao Arte Contemporanea

Bellano, Via San Nicolao, 9

Biglietto ingresso ai siti

Giorni e orari di apertura

Fino al 27 settembre tutti i giorni, dalle ore 9 alle 19

 

Fino al 27 settembre tutti i giorni 09 -19

Dal 28 settembre al 24 ottobre dal lunedì al venerdì 09-18, sabato e domenica 09-19

Dal 25 ottobre dal lunedì al venerdì 10-17, sabato e domenica 09-17

1° novembre dalle ore 09 alle 17

Maggiori informazioni sul sito www.bacbellano.eu

 

Chiesa di Santa Marta

Bellano, Piazza Santa Marta

Chiesa dei Santi Nazaro e Celso

Bellano, Piazza San Giorgio

Santuario della Madonna delle Lacrime

Bellano, Strada di Lezzeno, 11-13

Ingresso libero 

Giorni e orari di apertura

Tutti i giorni, dalle ore 10 alle 18

 

Chiesa di San Rocco

Bellano, Via Bartolomeo Nogara 2

Chiesa di Sant’Andrea

Fraz. Bonzeno, Bellano

Ingresso libero 

Giorni e orari di apertura

Sabato 12 e sabato 26 settembre, dalle ore 11 alle 13

Informazioni

Informazioni generali:
infopoint@comune.bellano.lc.it

Prenotazioni scolaresche e gruppi
superiori alle 15 persone:
gruppi@comune.bellano.lc.it

Altri appuntamenti

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