La piccola chiesa, nonostante i vistosi rifacimenti operati nel corso dei secoli, si presenta con un impianto tardo-gotico, con belle archeggiature in cotto sulla porta d’ingresso e una considerevole decorazione sulla cupola con tamburo ottagonale, risalente al 1582. L’interno è a unica navata e ha in gran parte perso l’originaria struttura presentandosi con un sapore chiaramente riferito al tardo barocco e al rococò. Da menzionare la grande pala seicentesca d’ignoto maestro, dell’altare maggiore, che raffigura La visita di Gesù alle sorelle Marta e Maria ai cui lati risaltano le figure dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista. Degni di nota, sulle pareti del presbiterio, dipinti coevi che narrano episodi della vita della Santa titolare. Nel fianco sinistro della navata, nella cappella del Santo Sepolcro, un inatteso capolavoro del tardo Quattrocento lombardo. Si tratta di un gruppo scultoreo ligneo, composto da ben otto statue dipinte, il Compianto sul Cristo morto o Lamentatio, opera uscita dal magistrale scalpello di Giovanni Angelo del Maino. Di rilievo anche uno stendardo ricamato in filo d’oro e raffigurante il Trionfo della Morte, riprodotto dal pittore Giancarlo Vitali ed esposto nel 2017 a Milano, a Casa Manzoni, in una delle quattro mostre antologiche dedicate all’opera dell’artista.